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Obiettivi performance: tutto ciò che dipende da noi

Informagiovani di Montegranaro, Lunedì 28 Novembre 2016

5° FOCUS GROUP

Percorso riservato esclusivamente a giovani tra i 18 e i 35 anni

Vi è mai capitato di perdere il senso del tempo e dello spazio mentre siete immersi in un’attività?

In psicologia, il flusso (in inglese flow), o esperienza ottimale, è un flusso di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività.

Csikszentmihalyi è stato forse il primo a descrivere questo concetto nella psicologia occidentale ma, non è stato il primo a quantificare il concetto di flusso o a sviluppare applicazioni basate sul concetto.

Per millenni, religioni orientali come l’Induismo, il Buddismo ed il Taoismo hanno perseguito il superamento della dualità tra mente e corpo come elemento centrale dello sviluppo spirituale, sviluppando una serie di teorie sul superamento di tale dualità, attraverso la pratica spirituale.

I praticanti di varie scuole di Buddismo Zen applicano concetti simili a quello di “flusso” nella pratica della loro arte, come nel caso dell’aikido, kendo e ikebana.

Dal libro Self ConfidenceUno studio condotto presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale (Diotaiuti P., Zona A.M. & Rea L.; 2013), ha messo in evidenza la possibilità di sperimentare il flow anche in attività di videogiochi.

Mi vengono in mente il perché molti adolescenti siano completamente assorti con la playstation chiusi nelle loro camere per ore ed ore.

Nella dimensione di flow, si ha la sensazione di immedesimazione totale in quello che si fa, si è immersi nel qui ed ora.

Questo avviene se i nostri obiettivi sono chiari e specifici, quando la nostra attenzione è concentrata su ciò che dipende da noi, quando si esprimono potenzialità, intelligenze in un determinato campo e si ama ciò che si fa.

In questo stato di massima concentrazione, l’obiettivo performance dello studente universitario in vista della tesi sarà, la scelta dell’argomento, la struttura, le fonti, il numero di pagine da studiare ogni giorno, per l’insegnante di danza classica sarà spiegare i passi con amore e passione ai suoi allievi, per un artigiano sarà realizzare la propria arte, per un venditore l’obiettivo sarà ascoltare attivamente il proprio cliente.

Cosa succede quando non riusciamo a rimanere concentrati? quando l’ansia di prestazione o la paura di sbagliare o di non riuscire a portare a termine un compito ci assale?

Oggi nel corso del quinto Focus ci alleneremo insieme a:

  • Riconoscere la differenza tra desideri ed obiettivi
  • Definire le caratteristiche degli obiettivi per raggiungere uno stato di Flow
  • Gli errori più comuni che a volte si fanno nell’elaborazione degli obiettivi

Di questo e molto altro parleremo oggi nel FOCUS GROUP.

Per info su orari e modalità contattare a:

CAG di Montegranaro al seguente indirizzo cagmontegranaro@gmail.com o al seguente numero 0734.890554

Conduttore del FOCUS GROUP:

Dott.ssa Monica Carrillo

Formatrice, Life & Teen Coach Umanista

Foto Flow: dal libro Self Confidence

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Quando la perseveranza premia…

“Immaginate di ritornare studenti delle scuole medie, prossimi alla scelta della scuola superiore:

Vi ricordate quanto è stato difficile scegliere? Cosa scegliere?

Immaginate all’improvviso…che vi compaia un COACH in classe, pronto ad aiutarvi a scoprire la vostra vocazione, cosa vi piace fare? cosa vi viene naturale? La vocazione, intesa come la combinazione di attitudini, potenzialità, talenti e intelligenze multiple.

Un coach che vi parli di felicità, di maestri…e che, grazie a dei laboratori creativi esperienziali e all’applicazione del Metodo di Orientamento Vocazionale (basato sul Coaching Umanistico), vi aiuti ad avere più consapevolezza di voi e vi faciliti nella scelta della scuola giusta! Un aiuto concreto per essere protagonisti del presente, costruttori e talenti del futuro.

Bene, la perseveranza premia…

Se ci credi fino in fondo, prima o poi succede e quando meno te lo aspetti… arriva la telefonata della Preside, che crede nel tuo progetto. E vai!!!

L’aiuto dei coach arriverà in una Scuola Media del Fermano, si allenerà il talento e la creatività degli studenti con vari laboratori e non sarò sola: Ho voluto con me una grande alleata Sara Coach, con esperienza nei campus estivi per bambini e adolescenti, volti proprio all’allenamento delle loro potenzialità in Umbria.

Perché vi racconto tutto questo?

Perché in un momento di grande difficoltà, non solo economica ma anche valoriale, del lavoro che non si trova, la sfida di scoprire la propria vocazione tocca all’adolescente come l’adulto.

Infatti, il Metodo di Orientamento Vocazionale, può essere applicato sia agli adulti che ai giovani, ed è fondato sulla ricerca consapevole e creativa di come allenare il talento all’autorealizzazione.

Nella ricerca della vocazione probabilmente un ragazzo ci va di entrata e di entrata ha paura, mentre l’adulto, lo scopre dentro di sé, sente la spinta di auto-realizzarsi ma non sa bene come? e può anche darsi che ha paura di non farcela.

Proprio per questo è necessario essere consapevoli delle proprie risorse, oggi più che mai è indispensabile per valorizzarsi, quando scegliamo la scuola adatta a noi, quando cerchiamo un lavoro, nella vita quotidiana e nelle relazioni.

“La differenziazione precede l’integrazione. L’integrazione concerne la realizzazione della propria identità nei contesti sociali” (Stanchieri L., 56)

Oggi è importante DIFFERENZIARSI, essere consapevoli di cosa ci CONTRADDISTINGUE.

Abbiamo bisogno di TALENTI!

Fonte: L. Stanchieri, Come vincere lo stress sul lavoro e imparare ad automotivarti, Newton Compton Editore, Roma 2015.

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Un piano d’azione personalizzato = studio efficace!

Nulla è più pericoloso per l’anima che occuparsi continuamente della propria insoddisfazione e debolezza -Hermann Hesse

M. arriva da me in sessione con il suo obiettivo: superare un esame importante per la sua carriera professionale. Abbiamo un mese di tempo per studiare, ma non riesce a concentrarsi perché la sua tensione è su ogni domanda da ricordare, sulle materie che non gli piacciono e sulla paura dell’esame.

Parliamo a lungo e mentre mi racconta le sue paure, allo stesso tempo i suoi occhi si illuminano quando le chiedo cosa significa per te superare questo esame? M. immagina…mi racconta cosa accadrebbe se superasse l’esame e come cambierebbe la sua carriera professionale, l’emozione è palpabile perché sa quanto è importante e dove vuole essere dopo averlo superato.

Le chiedo se le materie che non gli piacciono le saranno utili per la sua carriera professionale? La risposta è sì! Allora non c’è bisogno di aggiungere altro, ha ritrovato un nuovo senso anche per le materie difficili, non studierà solo per superare questo esame ma per migliorarsi nella sua professione futura.

Le propongo un percorso in cui potrà concentrarsi al massimo partendo dalla sua soglia normale di impegno nello studio, dalle materie che più gli piacciono e iniziamo a costruire un piano di studio personalizzato di una settimana, alternando momenti di carico e di recupero, con la promessa che ogni settimana avremo verificato il suo livello di costanza.

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Se M. avesse continuato a portare la sua attenzione verso il totale complessivo delle domande da ricordare, sulle materie che non gli piacciono, il compito per M. appariva al di là della sua portata e questo produceva una reazione di ansia e di paura di non riuscire, infatti tanto più dirigiamo l’attenzione su ciò che non dipende da noi, tanto più è grande la nostra frustrazione.

In questo caso l’obiettivo per M. sarà il numero di pagine da studiare ogni giorno per arrivare all’esame, perché non è sufficiente dire “voglio prendere il massimo”, questo è un desiderio generico che dipende 50% dalla sua preparazione e 50% dal contesto, cioè dalla commissione che valuterà.

Non c’è niente di male a desiderare di “prendere il massimo all’esame” o di voler grandi risultati, l’importante è che questi desideri non sottraggano energia e tempo.

In questo piano di studio personalizzato tre sono state le parole chiave:

Significato, Organizzazione e Metodo 

Significato: un buon modo per studiare è prima di tutto capire perché? Dare un nuovo senso e significato allo studio. In che modo lo studio può rappresentare un miglioramento nella nostra vita personale o professionale?

Organizzazione e Metodo: E’ fondamentale organizzare lo studio. Possiamo suddividere il nostro piano in una serie di singole azioni che dipendono dalle nostre forze, su ciò che è sotto il nostro governo e concentrarci su quello che stiamo facendo al massimo grado possibile, ed ogni volta che siamo di fronte ad un libro possiamo farlo come se fosse l’unica occasione per apprendere quello che stiamo studiando, passo dopo passo, per esempio prova a chiederti:

Quante ore potresti dedicare allo studio ogni giorno?

E quante pagine?

Quante volte devi leggere il materiale per comprendere?

Conclusioni

Oggi è arrivato il grande giorno tanto temuto per M.: L’ESAME!!

M. è emozionata ma questa volta la sua paura non la blocca, è consapevole che è in grado di dare il meglio di se, che può superare gli ostacoli, frutto di impegno, allenamento e costanza, inoltre ha iniziato a fidarsi nelle sue capacità e potenzialità, e per me è stato un piacere esserle affianco.

Buon continuo miglioramento…

Monica Carrillo

Life & Teen Coach Professionista

Foto tratte da Google Immagini

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Crea il tuo modo

Se non riesci a trovare un modo, creane uno

Essere consapevoli delle proprie risorse, competenze, potenzialità e possibili talenti, oggi, più che mai è indispensabile, per valorizzarsi e accrescere la fiducia nelle nostre capacità, per affrontare meglio le complessità quotidiane, senza che ci lasciammo scoraggiare o influenzare dal contesto. 
Da dove partire?

Riparte da TE! dalle tue risorse, dai tuoi valori, su ciò che è importante per TE, su ciò che ti appassiona, sintonizzati con il tempo lungo e non con l’emergenza. Partire dalle proprie risorse significa partire da ciò che dipende da NOI, da ciò che è sotto il nostro controllo, da ciò che sappiamo fare, dalle nostre capacità, competenze e potenzialità.

Esistono molti siti che si occupano di orientamento, se hai bisogno di strumenti che ti aiutino nella valutazione delle tue competenze, in questo link troverai alcuni test e materiale per l’orientamento al lavoro e professionimessi a punto dall’Isfol e organizzati per target di utenti.
Ecco, alcuni primi passi che possiamo fare, per iniziare a CREARE IL NOSTRO MODO!

1 – Rivolgere l’attenzione per prima cosa dentro di noi. Avere una visione d’assieme sui compiti che siamo chiamati a svolgere nelle nostra vita”(Stanchieri L.). Significa essere consapevoli della nostra identità personale e professionale, su chi vogliamo essere e su chi non vogliamo essere. Cosa ci contraddistingue? Quali sono le nostre originalità? Quali competenze potreste mettere in campo ora?

2 – Individuare e scegliere ogni singolo passoverso la costruzione del proprio progetto personale e professionale. Definirli significa strutturare un progetto, un piano d’azione, in cui vengono specificati i sotto obiettivi, le attività e i tempi di realizzazione necessari e gli alleati.
Un piano di azione efficace parte dai punti forza, dalle potenzialità, dalle competenze, dalle risorse dove si situa la massima energia costruttiva, creativa e non dai problemi. Quale è il tuo obiettivo a lungo termine?

3 – Scrivere. Un ottimo modo è scrivere tutti i giorni i singoli passi, è un impegno  prima di tutto con se stessi.

Cosa ne pensi? Sei pronto a creare il tuo modo? a ripartire dalle tue risorse, da ciò che dipende da TE?

Un grande abbraccio

Monica

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Un pomeriggio alternativo: perché INSIEME si può!

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“Non è ciò che ti accade nella vita che conta; è come affronti ciò che ti accade, e cosa ne fai di esso.” Denis Waitley

 

“Ci siamo messi d’impegno” come dice il mio amico Tommaso ideatore e organizzatore di questi interessanti ciclo d’incontri, anche Venerdì 13/11 al kursaal di Grottammare, al terzo appuntamento “Superare la paura si può – acquistare coraggio e fiducia con il Coaching”.

Abbiamo affrontato l’argomento con il supporto di un metodo innovativo il “Coaching Umanistico”, per la facilitazione del processo creativo, per generare idee e trovare insieme nuovi modi di vedere le cose, perché oltre ad essere una metodologia orientata all’azione, si basa sulla definizione di obiettivi reali, specifici, non astratti e la sua utilità pratica si avverte nella complessità che accompagna i processi di auto-realizzazione.

Il Coaching Umanistico in particolare, non si limita solo ad allenare la performance e al semplice raggiungimento degli obiettivi o desideri, perché questa, per quanto possa essere efficace e di immediato risultato, potrebbe non corrispondere alle caratteristiche della persona, in linea con i suoi valori.

La prima parte dell’incontro è stato dedicato, a sperimentare la metodologia del Coachingalternando momenti teorici sull’argomento, con molti input riflessivi e abbiamo fatto un esercizio di scrittura dei propri pensieri, accogliendo le nostre emozioni pensate, attivando il pensiero critico.

Nella seconda parte, siamo passati all’azione, per facilitare la produzione, l’espressione e la condivisione delle idee ed ognuno dei partecipanti ha raccontato le proprie storie.

Questo permette l’elaborazione di nuovi modi di vedere le cose, anche grazie al racconto degli altri. Abbiamo visto come sia più facile per alcuni mettersi in gioco, con persone che non si conoscono tra di loro, mettendosi alla prova.

Abbiamo parlato di coraggio, speranzapro-attività e come possiamo riconsiderare gli ostacoli e vederli come opportunità di crescita e miglioramento.

Ultime considerazioni:

La sperimentazione del metodo del “Coaching Umanistico”, che abbiamo messo in campo è una piccola parte di un processo più complesso.

Per rispondere a chi mi ha posto la domanda si…ma COME…?

Rispondo: “Il coach non è un consulente, non esistono ricette magiche; non dà soluzioni pronte, bensì il coach le costruisce con la persona, è un alleato che con il suo supporto aiuta la persona a porsi delle domande giuste.

Del resto sappiamo bene che per raggiungere obiettivi importanti, carichi di senso e significato, che per affrontare le nostre paure, limiti, ostacoli, che per scegliere di progettare la propria vita e realizzare i propri progetti implica un allenamento costante di attitudini, competenze, potenzialità personali e talenti.

Ci vuole metodo, alleati, relazioni forti, perseveranza, feedback e bravi maestri per illuminare i nostri momenti d’ombra, di cambiamento o di confusione o per cambiare strada se è necessario. Lo so, il percorso è complesso ma vale assolutamente la pena VIVERLO, con la speranza e fiducia nel cuore che INSIEME SI PUÒ’.

Voglio ringraziare ad ognuno dei partecipanti di questo terzo incontro “Superare la paura si può – acquistare coraggio e fiducia con il Coaching”, ci sono state testimonianze molto emozionanti che porterò sempre con me.

Per continuare la condivisione e crescita continua, qui ci sono le slide del mio intervento: http://www.slideshare.net/MonicaCarrillo11/personal-branding-me-and-sharing-economy

E poiché i feedback sono importanti, GRAZIE se volete condividere le vostre riflessioni.

Buona visione!

Monica C

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Come trasformare la paura nella miglior compagna di viaggio nel lavoro

di Monica Carrillo, Life Coach Umanista

La paura può essere la nostra alleata? In che modo possiamo trasformarla nella nostra compagna di viaggio?

Di recente sono ritornata ad occuparmi di “Skills Assessment”, che posiamo tradurre in italiano come “bilancio delle competenze”. Questa metodologia è utile per la valutazione, valorizzazione delle competenze e delle esperienze lavorative e sulla base di questo elaborare un proprio progetto personale e professionale.

Durante i molti colloqui individuali nella prima fase di analisi, ho riscontrato che c’è molta paura, parlando con i lavoratori disoccupati e piccoli imprenditori fermi. E’ stata l’emozione che prevaleva rispetto ad altre.

Esistono molti tipi di paura, in questo caso specifico riguarda l’ambito lavorativo, le più frequenti sono state:

  •  Non trovare lavoro
  •  Non essere assunti
  • Del futuro
  • Del fallimento
  • Non essere abbastanza
  • Fare qualcosa di nuovo

In effetti, quando la paura prende il sopravvento, condiziona il nostro comportamento e la formulazione dei nostri obiettivi e desideri. Le vorremo eliminare, ripetendoci di non pensarci. Ma sappiamo bene che più cerchiamo di non pensare, tanto più quella cosa si ripropone.

Nella seconda fase abbiamo lavorato, all’individuazione e definizione di un obiettivo concreto e un piano di azione per realizzare un progetto professionale da mettere in pratica nel contesto.
Ed è emersa un’altra difficoltà per alcuni lavoratori: “l’idea di promuoversi”.

Il solo fatto di fare una telefonata, al pensiero di dover proporre i propri servizi o di vendere i loro prodotti, è spesso fonte di paura. Questa visione assolutamente negativa della realtà può avere conseguenze sia per la persona che la percepisce, sia per il contesto in cui si è inseriti, perché la paura blocca il nostro agire.

Come agire quando ci sentiamo bloccati? 

La paura non aiuta, OSTACOLA, ci impedisce di andare verso i nostri desideri e progetti, a meno che… non la si usi e la si consideri come una compagna di viaggio, che ci vuole suggerire qualcosa invece di comandare.

  1. CONSIDERARE LA PAURA COME ALLEATA

La paura può diventare la nostra miglior alleata, se è FONTE DI ISPIRAZIONE, invece di impedirci di pensare, costruire e realizzare il nostro futuro. La chiave, non è quella di ignorarla o di combatterla senza ascoltare i suoi consigli, ma di accoglierla e SENTIRLA.

Cosa vuole dirci?

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Secondo Stanchieri, autore del libro 101 modi per allenare l’autostima, “la SPERANZA accompagnata dalla paura amica, si riflette come una parte di noi che desidera consigliare, significa non perdersi nelle illusioni, ma ammirare e elaborare i sogni, trasformarli in progetti di sviluppo. (…) Quando, invece la paura ci gestisce, la sua prima vittima è il desiderio. Il desiderare però non è ancora AZIONE. Il desiderare può rimanere indeciso, astratto, intimo, quasi segreto, anche a se stessi, senza tramutarsi in volontà, è un desiderare immobile e passivo. Si può desiderare e non volere. D’altra parte non si può volere senza desiderare. “(Stanchieri, 2011, p. 150)

In che modo la paura può essere una nostra compagna di viaggio?

  • Per analizzare quali ostacoli o pericoli potremmo incontrare durante il percorso e come affrontarli
  • Per valutare i contesti prima di agire
  • Per elaborare obiettivi chiari, reali e concreti
  • Per sviluppare strategie per raggiungerli

L’importante è dare il giusto peso ai suggerimenti della nostra compagna senza attribuirle troppo potere, con la fiducia nel cuore che “SIAMO ESSERI PERFETTIBILI, non perfetti né imperfetti” (Stanchieri, 2011, p. 93).

Si tratta quindi di avere FIDUCIA che possiamo SCEGLIERE di crescere e sviluppare il meglio di noi come esseri umani.

 

2. VALUTARE TUTTE LE OPPORTUNITÀ

Il nostro modo di ragionare reagisce alle cose brutte più in fretta, con maggiore forza di quanto non faccia con le cose buone e a volte siamo così pressi dalle minacce, che non vediamo le opportunità. 


Per esempio, se hai paura di promuoverti, prima di buttarti, di cercare qualsiasi cosa, fermati un attimo e studia le opportunità. 

Imparerai che la vendita o promozione di sé, ha un altro valore, significa prima di tutto ENTRARE IN RELAZIONE con altre persone, con simpatia, esprimendo le nostre potenzialità personali, sono mondi che si incontrano e si conoscono. A volte si entra in sintonia e altre volte non c’è contatto o punto d’incontro. 

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Imparerai che esiste una distinzione fra ciò che dipende da noi (opportunità) e ciò che non dipende da noi (possibilità) è sempre sottomano. Comincia a scegliere quello che dipende da te, cosa puoi fare con le risorse che possiedi, ORA?

3. PASSARE ALL’AZIONE

Possiamo farlo allenando la nostra PROATTIVITA‘!

La proattività è la nostra capacità di anticipare problemi, situazioni future, di intuire esigenze, di prevedere i cambiamenti e di avere iniziativa in ogni ambito, e non solo in quello lavorativo. 

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Significa porre la nostra attenzione ai nostri obiettivi o progetti, metterli in discussione o confermarli, rivedere la possibilità di superare ostacoli. E questo ci permette di sospendere le azioni che derivano dagli stimoli interni o esterni e di pensare, elaborare, CREARE, pianificare, decidere tutta una serie di potenziali AZIONI e il comportamento necessario.

  • Hai un’idea forte da proporre?
  • Hai raccolto informazioni riguardo l’azienda prima di inviare cv a casaccio o telefonare ovunque e da chiunque?
  • L’azienda è in linea con le tue competenze e valori? O forse ti mancano degli alleati che ti permettano di non risultare completamente uno sconosciuto?
  • Che cosa potresti fare di diverso per migliorare la tua situazione attuale?

Riassumendo: 

  1. La paura può diventare la nostra miglior alleata, se è fonte di ispirazione, quindi smetti di combatterla senza ascoltare i suoi consigli, ma inizia ad accoglierla e sentirla.
  2. Valuta tutte le opportunità, il contesto dove vivi, ritorna ad esaminare i tuoi obiettivi, fermati prima di buttarti e comincia a scegliere quello che dipende da te, cosa puoi fare con le risorse che possiedi, ORA?
  3. Poi, mettiti in moto con proattività, crea, pensa, elabora, metti in discussione, decide tutta una serie di potenziali azioni e il comportamento necessario per agire.

Ti va di condividere cosa ne pensi?

In particolare, come affronti le tue paure?

Monica Carrillo

Life Coach Umanista

Foto tratta da Google Immagini.

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5 modi per concentrarsi e ottenere il massimo dalle proprie potenzialità e talenti

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“Se mi chiedessero qual è la qualità più importante per uno scrittore dopo il talento, direi senza esitazione la capacità di concentrazione. La facoltà intellettuale di riversare tutto il talento di cui siamo dotati, intensificandolo, su un unico obiettivo. Chi non è capace di fare questo non riuscirà a portare a compimento nulla di buono. Invece usando in maniera efficace l’energia mentale, in una certa misura si compensa un talento carente… Dopo la capacità di concentrazione, viene la perseveranza” Haruki Murakami

 

Dare il meglio di sé, governare le proprie scelte, superarsi, volere di più o voler essere felici sono obiettivi fondamentali. I nostri sogni/progetti, rappresentano la nostra energia inesauribile, rappresentano le nostre speranze e la motivazione all’autorealizzazione.

Qualsiasi attività che richieda la nostra attenzione, studiare, lavorare, progettare o inseguire obiettivi sfidanti: se non impariamo ad esercitare e a migliorare la nostra capacità di concentrazione, difficilmente raggiungeremo i nostri obiettivi e non riusciremo ad ottenere il massimo delle proprie potenzialità. Le distrazioni per chi per esempio lavora a casa, possono essere molteplici, siamo noi a stabilire i ritmi, il tempo da dedicare, siamo soli e dobbiamo governare le nostre giornate lavorative, stabilendo le priorità e i compiti che richiedono il maggiore impegno ed energia.

Vediamo quindi cosa possiamo fare per concentrarci meglio, su ciò che è importante per Noi, ORA.

1 – Scegliere il posto o lo spazio più adatto per Noiper lavorare o studiare senza ansia o stress. Possibilmente scegli uno spazio in armonia con te. Se invece non hai la possibilità di avere uno spazio tutto tuo, esistono postazioni all’interno di spazi condivisi come il Coworking e pagare solo per il periodo in cui ti serve una postazione attrezzata, in cui lavorano anche altre persone, che oltre alla condivisione fisica degli spazi, è anche un modo innovativo di lavorare, attivare processi creativi e network di talenti in azione.

2 – Elimina ogni fonte di distrazione: portare l’attenzione verso l’oggetto da selezionare fra le varie fonti di informazione, significa preferire certi stimoli rispetto ad altri. L’attenzione precede la concentrazione, permette di selezionare le informazioni e focalizzare la concentrazione e le tue energie mentali.

L’attenzione è l’insieme dei meccanismi che ci consentono di selezionare gli stimoli utili e/o interessanti e di ignorare tutti gli altri che pure sono presenti nel contesto; questo processo viene anche definito ”attenzione selettiva”, in quanto consiste essenzialmente in un’attività di selezione fra gli stimoli da cui generalmente siamo bombardati, quindi eliminare ogni fonte di distrazione: social network non dovranno costituire motivo di distrazione! 😉

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3 – Concentrati verso un unico obiettivo, chiaro e sfidante“Avere un obiettivo chiaro è il principale catalizzatore dell’attenzione” (Stanchieri L.,170). La concentrazione permette di indirizzare il talento verso un unico obiettivo sostenuto nel tempo e di canalizzare la nostra energia mentale verso quello che è importante per noi.

Quindi, concentrati su ogni singolo passo che vuoi fare oggi, ma allo stesso tempo cerca sempre di avere una visione di assieme dei compiti che vuoi portare a termine. Se il compito è troppo alto o la sfida è troppo complessa, può crearci ansia, perché deprime la nostra motivazione. Al contrario se la sfida è troppo facile, può diventare noiosa e ripetitiva.
Dipende dal nostro livello di allenamento. Il livello si incrementa, aumentando le nostre abilità in base all’impegno. Quante ore riesci a concentrarti al giorno? Qual è la tua soglia normale di concentrazione nello studio o nel lavoro o nello sport? E poi piano piano incrementi, in modo graduale…il tuo obiettivo o il numero di ore nello sport, nel lavoro o il numero di pagine, se studi.

4 – PerseveranzaDopo la capacità di concentrazione, viene la perseveranza, una delle 24 potenzialità, che permette la continuazione consapevole e prolungata di un’azione progettuale rivolta ad uno scopo, nonostante ostacoli e difficoltà che si incontrano nel realizzarla. Per esempio, supponiamo che uno riesca a concentrarsi 4 o 5 ore al giorno nell’attività desiderata; se dopo una settimana però si stanca, non potrà mai creare o perseguire uno scopo a lungo termine.

5 – Allenamento ogni giorno, in modo gradualeLe nostre capacità, potenzialità (perseveranza) si allenano direttamente nel contesto, ogni giorno in modo graduale, grazie all’esperienza. Entrambe le capacità di concentrazione e di perseveranza si possono acquisire con l’allenamento costante, in questo modo si rafforza la nostra volontà ed è nell’esperienza che la nostra motivazione si autoalimenta.

Quindi trova il tuo modo creativo, che sia in linea con te, in armonia con i tuoi ritmi, il tuo tempo, partendo da una soglia normale di concentrazione e attenzione e poi piano piano incrementi.

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Buon allenamento e concentrazione.
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Monica

Fonte: L. Stanchieri, Come vincere lo stress sul lavoro e imparare ad automotivarti, Newton Compton Editore, Roma 2015.